
Fefè è artista eclettico. Affronta gli spettacoli e l'arte di strada tra tanti suoi colleghi artisti di strada. Ma il suo obbiettivo non è la giocoleria, il buffo, il clown, lo spettacolo o i mille spettacoli che ha già portato e porta in italia e nel mondo; non é solo gioco, non é teatro improvvisazione recitazione interpretazione magistrale di personaggi caratteri macchiette sagome o testimonianza sociale riflessione approfondimento. No fefè non è tutto questo, e anche questo ma solo se concepito con il fine ultimo della ricerca.
Attraverso la reinvenzione della tradizione dell'artista di strada e delle sue esperienze e delle tradizioni della sua terra natale, fefè attraversa il teatro contemporaneo e ne cerca e sonda i limiti i confini. Il respiro che palpita nelle zone oscure dove i riflettori non hanno ancora disvelato la bellezza presente e che lui come sensitivo dell'arte come demiurgo e maieuta porta alla vista comune con balzi di fantasia creatività, con slanci o immersioni fuori dalla comune misura umana con veri e propi voli che la tradizione dei santi ha esporato in precedenza dei santi giullari dei santi folli o magici come san Giuseppe da copertino per citarne uno.
E grazie a questo stato di grazie che fefè può conoscere e regalare al chi gli è accanto la concretezza del sogno altrimenti impalpabile la gioa concreta dell'etereo che nella sua contraddizione di gusto sprigiona il piacere e contiene il segreto del suo sapore.
Fefè indaga quindi il bello o l'emozionante sopito e mai incontrato che il quotidiano nei suoi percorsi ortogonali evita e sottovaluta. Indaga il piacere dimenticato, la complessità dell'animo al di la della prescrizione sociale, cerca novità e in questo libera e si libra poi concretamente in performance che sono il mezzo il linguaggio più profondo che cercando lui stesso viene portando.
Teatro a arte di strada. Lo spazio contenitore dell'arte è il mondo e nel mondo ci sono dei microcosmi che racchiudono e custodiscono, amplificano ed espongono l'arte nell'arte, e la vita nell'arte. come una lente che accentua la vivacità dei colori di priete preziose cosi la danza dello spettacolo portata in un teatro ha la sua perfetta dimensione armonica di espressione chiusa perfetta circolare.
E' il paradosso che mondo circolare lo spettacolo di Fefe' che ci racconta nella sua stessa definizione di un dinamismo di viaggio interno ed esterno come la terra che abbina rivoluzione e rotazione come una trottola energetica e in se nel punto presente sprigione forza e energia di cambiamento e cio' facendo porta compie una rotazione più ampia omnicomprensiva di viaggio che distribuisce in ogni luogo questa forza in una fotografia senza tempo.
E' mondo circolare ci racconta di questa fiamma inesauribile di amore per il tetaro. Teatro incubatore di magnifici sogni. Teatro che permette di raccogliere la voce interiore dell'artista nella piu consona dimesione acustica. Di rendere il suono del movimento compiuto, di farlo fondere con se stesso in un gioco di eco tra pubblico e attore, eco emotivo che percorre le pareti circolari del teatro e abbraccia in un unica magica emozione tutti i presenti, in un unico corpo collettivo.
Comicità, Ironia, divertimento, trovate esilaranti, invenzione: solo ingredienti. O strumenti. L'indagine di fefè non si nutre e limita solo al presente orizzonte. Propio perche' indagine prevede ricerca e sconfinamento, il conteporaneo in se rappresenta un limite che fefe valica cercando l'animo magicamente e nel tempo. Mille anni in viaggio a vestire le emozioni passate che sono le nostre sotto abiti diversi. E' il confronto delle stesse emozioni che appartengono all'umano senza tempo, pur calate nel loro contesto storico che ne svela la definizoine universale, affrontado il discorso delle epoche se ne esce intercettando quel comune denomitatore che è il senso dell'estire umano la sua valenza fuori dagli spazi sociali fuori dai rumori o dal caos iconografico effimero e multiforme, dal castello di specchi che è il reale contemporaneo nella sua infinzione di verità.
The Boss Andre Fidelio veste i panni più tipici della sua tera. Anche questa volta il motore è l'indagine. Non cerca il clichè la macchietta la caricatura. L'esporazione comico drammatica, delle realtàl radicate nella ricca e contradditoria sicilia, vengono esplose, un festival di invenzione rilecodifica rilettura, di ciò che è già noto e che però fa paura perchè emerge dall'ignoto.
Possiamo divertirci, al suo spettacolo, ma possiamo entrare anche in contatto con il lato oscuro sentirne il potere la follia la capacità di fatto. Pistole e fuoco si svelano nel loro perchè, e al contempo ne posssiamo cogliere un senso maggiore una condivisione magggiore delle ragioni profonde e al contempo comprendere senza paraocchi la ricca problematicà del fenomeno. Il riso ancora una volta mostrando i denti da l'opportunità di scuarciare il velo dipinto su la realtà che è ombra soltanto delle verità sottostanti.
Giocoleria, fuoco, birilli, equilibrismo, giochi di prestigio, magia, costumi, messa in scena, comicità, diverimento , dramma e commedia, scherzo e tragedia, clowneria clown maschere tutto cio' che è teatro artista di strada viaggiatore, musicista delle parole, acrobata del corpo e delle piazze, festival di cio' che ci piace e di cio' che non conosciamo..... si Fefè é tutto cio' ma non solo .....é ciò si incontra nella vita è la vita che ci torna incontro nella sua pienezza e che riconosciamo nell'infinita ricchezza dell'attimo in cui Fefè appare.
           Giuliano Pascali